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LigaDue · CC BY-SA 4.0

San Martino a Lucarelli, la chiesa che guarda la strada del Chianti dall'alto

A Lucarelli il paese corre lungo la strada, ma la chiesa se ne stacca e sale di un poco, come per tenere insieme il passaggio e la parrocchia.

Un gradino sopra la Chiantigiana

A Lucarelli la cosa decisiva si vede subito, e non ha bisogno di molte parole. Il paese sta raccolto in poche case lungo la strada, mentre la chiesa di San Martino si tiene un poco più in alto, sopraelevata rispetto alla Chiantigiana nuova, come se avesse scelto di restare accanto al passaggio senza confondersi con esso. È questo scarto, minimo ma netto, a darle il suo carattere. Non una chiesa isolata nel bosco, non una pieve rimasta al centro di un antico abitato, ma un edificio moderno che si mette di lato alla strada del Chianti e insieme la domina.

Arrivando, si resta prima dentro la misura lineare di Lucarelli, poche case, la strada, il ritmo di un centro piccolo e allungato. Poi basta alzare gli occhi, e la facciata compare sopra il livello della strada, con il tetto a capanna, i due pilastri d'angolo, il portale preso dentro un arco a tutto sesto. È un momento semplice, concreto, ed è quello giusto per capire il luogo. San Martino non si offre come fondale, si lascia raggiungere con quel piccolo cambio di quota che separa il correre della strada da uno spazio più fermo.

A Lucarelli la chiesa non sta sulla strada, le si alza appena sopra, e in quel dislivello c'è tutto il suo carattere.

Una chiesa nuova per una parrocchia trasferita

La chiesa che si vede oggi nacque nel Novecento. Fu iniziata per volontà del parroco Angelo Landi e fu progettata da Egisto Bellini. A sostenerne la costruzione non furono soltanto le famiglie Ulivieri e Allegri, ma anche gli abitanti del paese. San Martino a Lucarelli non è il resto di un mondo finito, ma il frutto di una decisione collettiva, presa quando serviva dare una sede nuova a una comunità. In seguito, la parrocchia di San Martino a Monterinaldi fu trasferita qui, e quel piccolo rialzo sopra la Chiantigiana diventò il nuovo punto di riferimento religioso del luogo.

Anche per questo la sua presenza ha qualcosa di saldo e dichiarato. Lo stile neoromanico cerca durata. La facciata è imponente, il campanile in pietra si alza sul fianco destro, con una cuspide piramidale e quattro obelischi, e la chiesa assume nel borgo un peso visivo che le case allineate lungo la strada non potrebbero avere. In un centro così piccolo, basta questo per cambiare l'ordine delle cose.

Capriate, pietra, una memoria più antica

Dentro, lo spazio si raccoglie in un'unica navata coperta da capriate lignee, chiusa da un'abside circolare. Ai lati del transetto si aprono due piccole cappelle con volte a crociera. La chiesa tiene insieme la sua natura moderna e il richiamo a una lingua più antica.

Qui era conservato un polittico attribuito a Bernardo Daddi, proveniente dall'antico oratorio di San Pietro del Castello delle Stinche. In un edificio nato nel Novecento entrava così una memoria più remota, arrivata da un altro luogo e da un'altra storia. Questo lega una chiesa nuova a una geografia religiosa più antica del territorio.

Chiesa moderna in stile neoromanico, San Martino domina il piccolo borgo lineare di Lucarelli sopra la Chiantigiana.

Il modo giusto di fermarsi

San Martino a Lucarelli si capisce bene anche da fuori, ed è già molto. Conviene arrivarci senza fretta, percorrendo il tratto del paese lungo la Chiantigiana e cercando proprio quel momento in cui la chiesa si stacca dal livello della strada. Ci si ferma allora a guardare la facciata e il campanile di pietra sul fianco destro, lasciando che sia la relazione fra il borgo lineare e quel piccolo rialzo a spiegare il luogo meglio di qualunque riassunto.

Se poi si passa da Lucarelli, vale la pena di dedicare qualche minuto anche al contorno immediato, alla canonica recente sul fianco destro, al disegno semplice dell'insieme, al modo in cui un centro abitato piccolo ha costruito qui il suo segno più netto.