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Ryan Snyder · CC BY 2.0

Lucarelli, il paese nato attorno a una chiesa spostata

Nel Chianti, tra Radda e la Chiantigiana, Lucarelli prende forma quando San Martino lascia Monterinaldi e sale sulla sua altura.

San Martino cambia posto

A Lucarelli la cosa che conta si vede subito, appena la strada provinciale lascia la Chiantigiana e prende una misura più raccolta, perché la chiesa parrocchiale di San Martino sta sopra il livello della strada nuova e dice, con la sua stessa presenza, che questo paese moderno si è raccolto attorno a uno spostamento. Il titolo di San Martino non nasce qui, arriva da Monterinaldi, e nel dopoguerra viene trasferito a Lucarelli, quando la chiesa nuova, voluta da don Angelo Landi e iniziata alla fine degli anni trenta su progetto di Egisto Bellini, diventa il centro di una parrocchia elevata nel 1946.

Non è un dettaglio da archivio, è il fatto che dà forma al luogo. Lucarelli non si lascia leggere come un abitato antico rimasto intatto, ma come un piccolo paese che prende consistenza moderna mentre una dedicazione, una comunità e un edificio si ricompongono nello stesso punto. Per questo la salita verso la chiesa conta più di qualunque data. Si arriva dalla strada, si alza lo sguardo, e l’edificio sta un poco appartato, sopraelevato, come se il paese si fosse fermato lì a prendere il proprio nome e il proprio passo.

A Lucarelli il paese moderno si raccoglie attorno a una parrocchia arrivata da un altro luogo.

La chiesa sopra la strada

L’attuale chiesa parrocchiale è dedicata a San Martino, ha forme neoromaniche, il campanile di pietra sul fianco destro, la canonica recente accanto, in stile neorinascimentale. Sono elementi che, messi insieme, raccontano bene la natura di Lucarelli, un centro che si definisce in un tempo vicino, con il concorso delle famiglie Allegri e Ulivieri e degli abitanti del posto.

Si capisce soprattutto sostando poco sotto, dove la strada obbliga a guardare in alto. La chiesa non domina una piazza ampia, domina piuttosto il passaggio, e questo basta a darle un ruolo preciso nel paesaggio del Chianti. Conviene fermarsi a osservarla da fuori prima di salire, perché il rapporto fra il piano della strada e l’altura su cui sorge è uno dei pochi fatti che qui si trasformano subito in esperienza, senza bisogno di aggiungere nulla.

Un polittico arrivato da lontano

Dentro questa storia di trasferimenti ce n’è un’altra, più silenziosa e più antica, che lega Lucarelli al castello delle Stinche. Dalla chiesetta del castello proviene infatti un polittico di Bernardo Daddi. Anche questo è un passaggio che conta, perché in un abitato piccolo e moderno compare una traccia d’arte che viene da un altro luogo.

Lucarelli, in fondo, tiene insieme proprio questo, una zona di confine e di passaggio, un nome attestato da secoli, e un centro abitato che ha preso la sua forma attuale più tardi. È un paese che non si impone per quantità, ma per il modo in cui alcune cose sono arrivate qui e qui hanno trovato posto.

Si arriva dalla Chiantigiana, poi la chiesa sale sopra la strada e rimette in ordine tutto il paese.

La strada di Lucarelli

Lucarelli sta lungo la provinciale che porta il suo nome e collega La Villa, nel territorio di Radda, con la strada regionale 222 a sud di Panzano. È il modo giusto di incontrarlo, passando, deviando, sostando. Da una parte si ha la linea della Chiantigiana, dall’altra una strada più raccolta che entra nel paesaggio e accompagna fino alle case, al ristorante, al ristoro.

Qui non serve costruire grandi programmi. Lucarelli si presta a una sosta lenta, a un pranzo, a una pausa in bicicletta, a una notte nel mezzo del Chianti prima di ripartire. E soprattutto si presta a quel gesto semplice che i paesi chiedono ancora, arrivare, alzare gli occhi verso la chiesa sopraelevata, e capire che tutto il luogo, in fondo, è raccolto lì.