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Mongolo1984 · CC BY-SA 4.0

Volpaia, il castello che vinifica dentro le sue mura

Nel Chianti c'è un borgo fortificato dove il vino non sta accanto al castello, ma passa sotto le case e dentro le mura.

Il vino nel corpo del castello

A Volpaia la cosa che conta si capisce presto, e non riguarda una torre o una data, ma il modo in cui un castello continua a vivere. Qui il vino non è attorno al borgo, è dentro il borgo. Le cantine stanno nelle mura dell'antico abitato fortificato, le tinaie scendono nei sotterranei, occupano fabbricati del paese e perfino chiese sconsacrate, mentre un vinodotto sotterraneo unisce questi spazi come se sotto la pietra corresse un secondo paese, invisibile e operoso.

È questo il fatto che rende Volpaia diverso da molti altri castelli del Chianti, perché non si trova davanti a una fortezza che ha avuto un'altra vita, ma a un abitato in cui la produzione di vino e olio ha preso posto senza staccarsi dalla sua forma antica. L'intero borgo è coinvolto in questo lavoro, e il risultato non è una semplice convivenza fra memoria e impresa, ma una continuità materiale, quasi fisica, fra mura, cantine, cucina e campagna.

A Volpaia il vino non è attorno al castello, passa dentro le mura e sotto le case.

La salita e l'ultima curva

Si arriva in alto, fra le colline del Chianti senese, e Volpaia compare come un paese raccolto sulla cima della collina, a più di seicento metri, con intorno un paesaggio largo e aperto. Salendo, si entra in un luogo che conserva la misura della roccaforte, e insieme quella di un abitato agricolo ancora in attività. Non è difficile immaginare perché questo punto fosse strategico nelle lotte tra Firenze e Siena, ma il modo giusto di guardarlo oggi è un altro, più concreto. Conviene fermarsi e osservare come le case, le mura e gli spazi di lavoro stiano nella stessa figura, senza separazioni nette.

Da fuori si vede un borgo fortificato, da dentro si capisce che la pietra non custodisce solo il passato. Custodisce una filiera intera, con gli orti, l'olio, il vino, la tavola. Il castello, qui, non finisce dove comincia la vita quotidiana, perché è proprio la vita quotidiana ad averlo tenuto acceso.

Le vigne alte del Chianti

Anche il vino di Volpaia nasce da una condizione precisa del luogo. I vigneti stanno oltre i quattrocento metri, su suoli di arenaria, ricchi di scheletro, nel Macigno del Chianti, sciolto e sabbioso. Il terroir di Volpaia viene descritto come unico nel Chianti Classico, e il lavoro fatto sui ceppi di Sangiovese, con la riscoperta e il reinnesto di antichi ceppi autoctoni, dice che qui la tradizione non viene evocata, viene coltivata.

L'azienda, oggi della famiglia Mascheroni Stianti e a conduzione familiare, resta legata all'origine agricola del luogo. I vigneti sono coltivati con metodo biologico, e la stessa logica tiene insieme il vino, l'olio e gli orti che forniscono le verdure servite nel borgo. Non si tratta di aggiungere attività a un nome storico, ma di far funzionare insieme le parti di un piccolo sistema, dove il castello ha ancora un rapporto diretto con la terra che lo circonda.

Qui il borgo fortificato non fa da sfondo alla cantina, è la cantina.

La tavola, gli orti, la terrazza

Il modo più giusto di viverlo sta proprio in questa continuità. A Volpaia si degusta, si partecipa a scuole di cucina, ci si ferma all'Osteria o al Forno, si può anche soggiornare nel borgo fra ville, appartamenti e camere. All'Osteria il menù cambia più volte nell'anno secondo la stagione e le materie prime, e molte arrivano dagli orti biologici di Volpaia. Anche qui non c'è una decorazione rurale appoggiata sopra, c'è un rapporto diretto fra ciò che cresce e ciò che arriva in tavola.

Se ci si siede in terrazza con un bicchiere in mano, e intorno ci sono le colline del Gallo Nero, il senso del luogo si mette a fuoco con semplicità. Si è dentro un castello che non ha trasformato il vino in contorno, ma in struttura. Per questo conviene venire con il tempo di camminare nel borgo, fermarsi a tavola, degustare, guardare il paesaggio. A Volpaia il castello non si limita a mostrarsi, continua a produrre.