Didier Descouens · CC BY-SA 4.0
San Lorenzo a Volpaia, la chiesa che è diventata una torre di vino
Dentro il castello di Volpaia, San Lorenzo nasce come chiesa romanica, prende il campanile da una torre e oggi vive come cantina
Una torre, una navata, una cantina
Si passa dentro il circuito murario di Volpaia e la chiesa di San Lorenzo appare già legata alla difesa del castello, addossata alle mura sul fianco destro, come se il confine del borgo le passasse addosso. È questo il suo fatto più netto, perché qui la chiesa non sta semplicemente dentro un abitato medievale, ma entra nel suo sistema di protezione, e perfino la torre campanaria nasce da una delle torri dell'antico castello.
Arrivando a piedi fra le case di Volpaia, conviene alzare gli occhi proprio su questo innesto, il muro del castello che continua nella fabbrica della chiesa, la torre che ha cambiato voce, da presidio a campanile, e poi ancora la trasformazione più tarda, quando alcuni edifici del castello, compresa San Lorenzo, sono diventati cantine e annessi della fattoria locale. Qui la stessa pietra ha tenuto insieme usi diversi, difesa, culto, lavoro.
L'arco murato
La facciata di oggi conserva un gesto interrotto, un portale con arco a sesto acuto e sopra un occhio, entrambi murati. Si resta un momento davanti a questa chiusura materiale, che dice da sola che l'edificio ha cambiato funzione e che il suo volto originario è stato corretto, chiuso, riadattato. Anche senza entrare, il punto da guardare è questo, la facciata che non accoglie più come una chiesa e tuttavia continua a mostrarsi come tale, con i segni dell'apertura ancora leggibili nella muratura.
La chiesa sotto la chiesa
San Lorenzo fu costruita sopra una precedente costruzione, e nelle decime della seconda metà del Duecento compare fra le chiese dipendenti dalla pieve di Santa Maria Novella in Chianti. Basta questo per capire che il luogo aveva un radicamento antico, ma la cosa che conta davvero è la continuità dell'uso sacro prima della svolta moderna, perché la fabbrica che si vede oggi non nasce dal nulla e non occupa uno spazio qualsiasi, si posa sopra un'altra presenza e la prolunga.
Della chiesa originaria si conosce l'impianto romanico, a croce latina, con un'unica navata rettangolare e soffitto a capriate lignee. È una notizia che aiuta a immaginare lo spazio, mentre si guarda dall'esterno un edificio ormai convertito, e a ricostruire mentalmente una forma semplice, allungata, tenuta in alto dal legno, prima che il luogo cambiasse destino.
Il modo giusto di viverla
Oggi San Lorenzo è sconsacrata ed è stata adibita a cantina della locale azienda proprietaria. Questo cambia anche lo sguardo con cui conviene cercarla, perché qui non si arriva per una visita di sola devozione o di sola storia, ma per leggere dentro le mura di Volpaia una trasformazione concreta, e per riconoscere come un edificio sacro sia stato assorbito nella vita produttiva del castello. Se si passa nel borgo, la cosa da fare è fermarsi davanti al lato che corre sulle mura e alla facciata murata.