Santo Stefano a Lucolena, la chiesa che tiene insieme il borgo
Nel punto più alto di Lucolena, Santo Stefano conserva una funzione antica, essere ancora il centro di un paese.
Una chiesa che non si è staccata dal paese
La cosa che distingue Santo Stefano a Lucolena non è soltanto l’età, che risale all’undicesimo secolo, né il suo stare dentro un borgo antico del Chianti, ma un fatto più raro e più concreto, la continuità con cui questa chiesa resta il punto da cui il paese si raccoglie.
Si sale nel paese di Lucolena e, quando le case si stringono, la chiesa si trova nel cuore dell’abitato, nella parte più alta del borgo. È lì che conviene fermarsi un momento, prima di guardare dentro o di proseguire per le strade del borgo, perché la posizione spiega già molto. Una chiesa così, raccolta nel tessuto di un antico borgo fortificato, non domina da lontano, tiene insieme da vicino.
Alzare la testa, dentro la navata
All’interno la chiesa appare nella forma assunta fra Sei e Settecento, con interventi successivi, e proprio questo intreccio di epoche impedisce una lettura troppo svelta. Non si entra qui per cercare una purezza romanica intatta, si entra per vedere come un edificio antico abbia continuato a cambiare senza perdere il suo centro. Nella navata si conservano due affreschi di scuola fiorentina del Cinquecento con San Giuseppe e San Benedetto, e una tela seicentesca con la Crocifissione e i Santi, riferita al pittore fiorentino Cosimo Gamberucci.
Anche all’esterno la chiesa racconta i suoi passaggi senza bisogno di enfasi. L’antico campanile a vela ha lasciato posto, nell’Ottocento, a un campanile a pianta quadrata, il portico di facciata è stato realizzato a metà Ottocento, il restauro del Novecento e la scalinata aggiunta poco dopo hanno completato l’aspetto con cui la si incontra oggi. Sono trasformazioni leggibili, ma non cancellano l’impressione principale, che Santo Stefano sia ancora la chiesa di un abitato e non un edificio separato dal suo uso.
Come viverla davvero
Il modo più giusto di arrivarci è semplice, salire fino alla parte alta di Lucolena e lasciare che la visita comprenda anche il borgo, non soltanto la facciata. Se la chiesa è aperta, è quello il momento in cui la sua verità si vede meglio, perché la sua storia non sta solo nelle pietre e nelle opere, ma nel fatto che da qui ancora si riconosce il centro del borgo. Se invece resta chiusa, non si perde il senso del luogo, lo si ritrova ugualmente sostando davanti alla chiesa e percorrendo le strade che la circondano, dove il rapporto fra case, salita e chiesa in alto continua a dire con chiarezza che Lucolena è un paese rimasto intero.