Castello di Uzzano, la fortezza che si è fatta villa
A Uzzano il castello non si offre come rovina, ma come villa rinascimentale costruita sopra mura, torre e memoria feudale
Un castello che oggi si legge al contrario
Il fatto che distingue Uzzano non è una rovina, ma il suo contrario. Si arriva aspettandosi una fortezza del Chianti, e invece il castello oggi appare come una villa rinascimentale, con il giardino all'italiana rimaneggiato nel Settecento, la doppia scalinata e le statue, quasi che i secoli di difesa si siano messi in ordine da soli, fino a cambiare faccia.
È questo il punto da cui conviene entrare, perché a Uzzano la storia non si mostra in forma di relitto, ma di trasformazione. Sotto l'aspetto composto della villa restano infatti la torre, che risale tra la seconda metà del Duecento e la prima metà del Trecento, le abitazioni castellane e le mura di difesa. Anche nel Cinquecento il luogo si presentava ancora come un castrum con cinta muraria e porta, segno che la natura militare non era un'eco remota, ma una presenza ancora leggibile.
Poi si capisce che questa calma è arrivata dopo una violenza precisa. Il castello fu ricostruito dopo la demolizione del 1269 da parte dei Ghibellini, e proprio questa capacità di tornare in piedi spiega il suo carattere di oggi. Non ha consegnato al paesaggio una ferita aperta, ha assorbito il colpo e si è lasciato riscrivere.
La salita, la facciata, la scala
Quando si sale verso Uzzano, quello che conta è guardare come il luogo trattiene insieme due tempi diversi. Da una parte si legge la villa, dall'altra affiorano ancora i resti inglobati in un edificio disegnato dall'Orcagna. Arrivati davanti, la doppia scalinata del Settecento prende la scena, ma non la chiude, perché dietro quel gesto di rappresentanza resta un organismo nato per difendersi. È un luogo che chiede di essere guardato così, non cercando la cartolina medievale, ma seguendo le sovrapposizioni.
Anche il nome pesa, e non poco. Il castello è noto per aver dato il nome alla famiglia di Niccolò di Giovanni da Uzzano. Questa continuità tra luogo e casato dice che qui non si era davanti a una semplice casa di campagna nobilitata col tempo, ma a un punto di radicamento capace di lasciare il proprio nome nella storia familiare e politica.
Come viverlo oggi
Uzzano non è un luogo da consumare in fretta. Essendo residenza privata, si visita su prenotazione, e proprio questa condizione suggerisce il modo giusto di avvicinarlo, informandosi prima e arrivando con l'idea di leggere un castello che ha cambiato pelle senza perdere del tutto le sue ossa. Anche da fuori, però, resta chiaro il suo carattere, perché il valore di Uzzano sta in questa metamorfosi compiuta, nella fortezza che ha finito per presentarsi come villa, scala e giardino.