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Anna.Massini · CC BY 4.0

Strada in Chianti, dove la via antica diventa ancora piazza e sfida

Il nome viene dalla strada lastricata, ma il paese si capisce davvero a settembre, quando i Rioni si misurano nella Giostra e nella Fiera.

Una strada, prima di tutto

A Strada in Chianti conviene entrare dal fatto più semplice e più netto, il nome. Viene da via strata, strada lastricata, perché sotto il paese passa un tracciato antico della Cassia, di età Claudia, e una parte del lastricato si vedeva ancora fino alla fine dell'Ottocento. Qui si comincia da una strada.

Arrivando in paese, si entra in questa idea prima ancora che nella sua storia. Si passa per il centro e il nome smette di essere una spiegazione da libro, perché tutto riporta a un punto di raccolta, alla piazza, alla chiesa, alle vie dove il paese si stringe e poi si apre. E quando capita la terza settimana di settembre, quella strada antica sembra cambiare uso senza cambiare natura, da asse di passaggio diventa asse di gara, di attesa, di appartenenza.

A Strada in Chianti il nome non è un ricordo, è la traccia concreta di una via lastricata antica.

Settembre e il paese si divide per ritrovarsi

Il momento in cui Strada in Chianti mostra la sua identità con più chiarezza è la Giostra dei Rioni. Nella terza settimana di settembre i Rioni si sfidano, dal lunedì al sabato con le gare, poi la domenica con la sfilata conclusiva e la proclamazione del vincitore del Cencio dell'Orcio. I Rioni sono cinque, Borgo, Martellina, Palagione, Poggerino, Ruota Cappellina.

In piazza ci sono musica, balli, giochi, dimostrazioni e la gastronomia dei rioni stradesi. La Fiera cade la terza domenica di settembre, e intorno a quel giorno si tiene viva una consuetudine che ricorda anche il tempo in cui durante la settimana della Fiera si correva con i cavalli.

La chiesa sopra il fortilizio

L'altro fatto che distingue Strada in Chianti non sta nella festa, ma sotto l'altare. La chiesa di San Cristoforo fu costruita sui resti di un piccolo fortilizio etrusco o di una casa fortificata, e il restauro del millenovecentonovanta ha riportato alla luce l'abside originaria, precedente all'anno mille, sotto l'altare attuale. Qui si può leggere il luogo per piani sovrapposti, il fortilizio, la chiesa antica, la chiesa che resta.

Dentro San Cristoforo si conserva anche un crocifisso ligneo in olivo decorato da Neri di Bicci, intorno alla metà del Quattrocento. Nel paese sono attestati anche i Longobardi, con alcuni spedali.

Il paese si capisce a settembre, quando cinque Rioni si sfidano e la Fiera rimette tutto in piazza.

Cosa farci davvero

Strada in Chianti si vive bene in due modi, che sono diversi e si tengono insieme. Il primo è andarci nella terza settimana di settembre, quando la Giostra dei Rioni e la Fiera fanno vedere il paese nella sua forma più collettiva, fra gare, sfilata conclusiva e vita di piazza. Il secondo è fermarsi davanti e dentro la chiesa di San Cristoforo, per leggere nel modo più concreto possibile la lunga durata del luogo, dalla strada romana al fortilizio, dalla chiesa antica all'altare sotto cui è riemersa l'abside originaria.

Se non si capita nei giorni della festa, resta comunque il gesto giusto, passare dal centro, guardare come il paese si raccoglie intorno alla sua chiesa e ricordare che qui, prima di ogni altra cosa, c'era una strada lastricata così importante da dare il nome al luogo.