Chiocchio, un paese che apre una biblioteca
Sulla Chiantigiana, Chiocchio si lascia capire da un fatto attuale, il circolo che diventa biblioteca e luogo di paese.
Un paese si racconta da uno scaffale
Chiocchio, lungo la statale chiantigiana duecentoventidue, si lascia capire da un gesto recente e concreto, l'apertura della biblioteca del paese dentro il circolo Arci della frazione. È un fatto che dice più di molti riassunti, perché qui i libri non arrivano come arredo, arrivano per fare spazio alla socialità, con volontari e volontarie, con un patrimonio iniziale di circa mille libri, e con un uso che torna subito alla vita quotidiana, dare una mano nei compiti ai bambini della primaria.
Si passa sulla Chiantigiana e Chiocchio appare così, non come un luogo da guardare soltanto dal finestrino ma come un posto dove conviene fermarsi e capire che cosa tiene insieme una frazione. Si entra al circolo e il paese cambia scala, si passa a un interno dove i libri stanno accanto alle relazioni, e dove l'idea di biblioteca non è separata dal resto della vita associativa. All'inaugurazione erano presenti Marco Vichi e il sostegno del sindaco Paolo Sottani, ma il punto non è l'evento, è ciò che resta quando l'evento finisce, uno spazio che continua a servire il paese.
Intorno a questo nucleo si capisce anche il carattere pratico di Chiocchio. Il circolo non è soltanto sede di ritrovo, ospita attività diverse e alcuni servizi del Comune grazie al progetto Ecco Fatto. In una frazione, un luogo può tenere insieme funzioni diverse e bisogni diversi.
Per chi arriva, il modo di viverla segue lo stesso angolo da cui questo paese si lascia leggere. Ci si ferma a Chiocchio e si guarda il suo centro civile prima di inseguire altrove il paesaggio del Chianti, perché qui il paesaggio umano conta quanto quello delle colline. Se si cerca un momento da portarsi via, è quello di una sosta al circolo, davanti agli scaffali appena nati, immaginando i bambini che tornano per i compiti e i volontari che tengono aperto questo presidio. Poco lontano, nella località di Chiocchio, una locanda lavora con prodotti freschi del territorio, pasta fresca, biscotteria e dolci di produzione propria, accanto a vini toscani, e dà alla sosta una continuazione a tavola.
Un filo più antico, senza cambiare il centro del racconto
Chi volesse allargare lo sguardo nei dintorni di Chiocchio trova anche tracce di un tempo più remoto, come il timbro doliare di epoca romana rinvenuto presso il podere Barberino, con la scritta in greco EPA, collegata a Ercole, e con la raffigurazione di Ercole. E a Mugnana restano il castello, costruito negli anni precedenti il Trecento, e la pieve di San Donato, dove si conservano un capitello erratico e un turibolo con navicella provenienti dall'Abbazia di San Cassiano a Montescalari. Ma Chiocchio si distingue perché il suo fatto più parlante non è una rovina né una memoria, è un'apertura.