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San Francesco, il museo nato da un ospizio sulla strada di Montefioralle

A Greve in Chianti, un ex ricovero per frati in cammino raccoglie le opere delle chiese del territorio

Un museo che nasce per chi passava

La cosa da afferrare subito è questa, San Francesco non nasce come luogo di sosta dell'arte, ma come luogo di sosta delle persone. Il complesso fu eretto nella prima metà del Cinquecento sulla vecchia strada per Montefioralle, come ospizio per francescani in viaggio o in cerca di questua, e oggi proprio lì, fuori dall'abitato di Greve, si raccolgono dipinti, sculture, reliquiari, paramenti e arredi sacri arrivati dalle chiese del territorio. È questo il fatto che tiene insieme il museo, non una semplice somma di opere, ma un luogo nato per accogliere il passaggio che continua ad accogliere opere venute da altre chiese del territorio.

Si arriva lasciandosi alle spalle il centro di Greve e prendendo la strada verso Montefioralle. Il museo è nell'ex convento di San Francesco, fuori dall'abitato, e questo conta, perché prima ancora delle sale si capisce la sua funzione originaria. Non è un edificio in piazza, è un ricovero, un punto di appoggio lungo un tragitto. Conviene guardarlo così, pensando meno al museo come contenitore e più a una soglia, un posto dove il territorio ha portato quello che rischiava di restare disperso.

Nato come ospizio per frati in viaggio, oggi raccoglie le opere delle chiese del territorio di Greve.

Dall'oratorio alle sale

La visita inizia nell'aula dell'oratorio, o nel grande oratorio, ed è qui che sono riunite le opere più preziose. Nella cappella è conservato il grande gruppo in terracotta policroma del Compianto sul Cristo morto, della bottega di Baccio da Montelupo.

Poi il percorso si allarga. Nell'antica sacrestia sono collocati tessuti e arredi preziosi. Fra questi ci sono il turibolo con la navicella del 1611 e il reliquiario di san Cassiano proveniente dalla badia di Montescalari.

Il territorio raccolto in una casa sola

La forza del museo sta anche nelle provenienze. Una Croce reliquiario arriva dalla chiesa di Santo Stefano a Montefioralle, una Madonna col Bambino tra i santi Antonio abate e Lucia viene dalla chiesa di San Martino a Sezzate, l'Annunciazione da Santa Croce a Greve in Chianti, un San Francesco d'Assisi da San Pietro a Sillano. Più che una collezione, è una geografia religiosa ricomposta sotto un solo tetto.

Al primo piano la sezione dei dipinti aggiunge un altro registro, con opere come la Madonna assunta tra i santi Lucia e Antonio da Padova di Francesco Curradi, mentre nel corridoio la sezione archeologica allarga il campo ai reperti etruschi, romani e medievali rinvenuti sul territorio di Greve. Il museo conserva anche ceramiche da mensa e oggetti di uso quotidiano.

La visita parte dall'oratorio e arriva fino ai reperti etruschi, romani e medievali trovati nel territorio di Greve.

Come viverlo

San Francesco si vive bene così, salendo fin qui per capire Greve fuori dal suo centro più noto. Dentro, conviene seguire il percorso per come è costruito, oratorio, sacrestia, primo piano, e tenere insieme le opere con i luoghi da cui provengono, perché il museo funziona davvero quando ogni pezzo rimanda a una chiesa, a una strada, a una collina del Chianti.