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Vignaccia76 · CC BY-SA 3.0

San Pietro a Sillano, la pieve che ha cambiato campanile

Una pieve del Chianti documentata almeno dal nono secolo, nata lungo l’antica strada tra Siena e Firenze e segnata da un campanile ricostruito in un altro punto

La pietra che sposta lo sguardo

A San Pietro a Sillano conviene alzare la testa su un fatto preciso, più che su una data, e restarci. Il campanile che si vede oggi, sul fianco destro, non è dove stava quello antico. L’originario si impostava sulla prima campata della navata laterale sinistra, mentre la torre attuale è una ricostruzione, e in questo piccolo slittamento si legge già tutta la storia della pieve, documentata almeno dal nono secolo, ma arrivata fino a qui attraverso spostamenti, perdite e adattamenti.

Si arriva lungo l’antica strada che collegava Siena con Firenze, attraverso Panzano e Mercatale. È un arrivo che conta, perché questa pieve non nasce isolata per vocazione, nasce su un passaggio. Poi è stato proprio l’isolamento, col tempo, a conservarne l’impianto romanico. Quando appare la chiesa, la prima cosa da fare non è cercare una facciata da contemplare in astratto, ma fermarsi un momento di lato, guardare la torre ricostruita e immaginare il vuoto dell’altra, quella che stava dentro la misura della chiesa stessa, sulla navata sinistra. Da lì l’edificio smette di essere una pieve genericamente antica e torna a essere un corpo costruito, corretto, risistemato.

Il campanile che si vede oggi non è dov’era quello antico, e da questo scarto si legge tutta la pieve.

Dentro, il romanico resta nella misura

La struttura conserva ciò che conta. L’interno è a tre navate, con cinque archi di diversa ampiezza impostati su pilastri rettangolari e una copertura a capriate lignee. Non serve molto altro per capire il carattere del luogo, perché qui il romanico si riconosce per ordine. Le campate non cercano simmetrie troppo facili, gli archi cambiano misura, il ritmo si fa concreto, quasi da edificio nato per reggere prima di tutto il peso del tempo e della comunità.

È anche per questo che San Pietro a Sillano viene sentita come una delle origini religiose del Chianti. Non tanto per il prestigio di un nome o per una collezione di memorie illustri, quanto per la persistenza dell’impianto. In un territorio dove le strade hanno spostato i centri e le funzioni, questa pieve è rimasta leggibile.

Una chiesa che la comunità non ha lasciato sola

La parrocchia è stata soppressa nel 1986 e la pieve è stata trasformata in auditorium privato. La storia recente del luogo passa anche da una mobilitazione locale che l’ha riportata al centro dell’attenzione pubblica.

Per viverla oggi conviene allora partire da ciò che si può fare davvero, senza forzare l’accesso con supposizioni. Si va a cercarla lungo la strada antica, si guarda da fuori l’impianto romanico ancora visibile, ci si ferma sul lato della torre per leggere quella ricostruzione come una ferita rimasta esposta. In certi luoghi non si entra soltanto da una porta, si entra da una domanda, come abbia fatto una pieve così antica, e così appartata, a restare ancora qui.

Si arriva sull’antica strada del Chianti e si capisce che qui il romanico è rimasto in piedi anche grazie all’isolamento.