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Cisbond · CC BY-SA 4.0

Santa Maria, la parrocchiale che guarda Greve dall’alto

Ricostruita nell’Ottocento su una chiesa medievale, Santa Maria tiene insieme pietra, campanile e il profilo alto del borgo

Una chiesa che si capisce dal suo stare sopra il paese

Santa Maria non chiede di essere cercata nella cronologia, ma nello sguardo. Il fatto che la distingue è il suo stare in posizione dominante sull’antico borgo di Greve, quasi a tenere il paese sotto una custodia visibile e a farsi vedere a sua volta da chi alza gli occhi fra le case. È da questa relazione, più che da ogni altra notizia, che conviene entrare nel luogo.

Si sale verso la parrocchiale e il borgo resta poco sotto, con il campanile che si lega alla facciata lasciata a pietra, come se i due elementi fossero stati pensati per fare un solo segno nel paesaggio. La chiesa che si vede oggi è una ricostruzione della fine dell’Ottocento, alzata su una precedente chiesa medievale, e questa doppia natura, più recente nella forma, più antica nella radice, le dà un carattere netto.

Santa Maria si capisce dal suo stare sopra Greve, più che dalla sua cronologia.

Dentro, bastano pochi incontri per capire che non è una chiesa ricostruita e basta. Nella navata sinistra resta una tavola con la Madonna col Bambino della fine del Trecento, presenza che porta con sé un tempo molto più lungo dell’edificio attuale. Sul lato destro della navata, in una cappella, compare un’Annunciazione attribuita a Michele Ridolfo del Ghirlandaio. Sono due soste diverse e tengono insieme il prima e il dopo di questa chiesa ricostruita.

Santa Maria è la parrocchiale di Greve in Chianti e appartiene alla Diocesi di Fiesole, con un territorio che comprende anche tre cappelle sussidiarie. Fra queste risultano la Cappella di Santa Maria delle Grazie e la Cappella di S. Anna. Il modo più giusto di viverla resta semplice e concreto, arrivare fin qui salendo dal borgo, fermarsi un momento fuori a vedere come la pietra della facciata si accorda con il campanile, poi entrare e cercare le due immagini che attraversano i secoli.

Ricostruita nell’Ottocento, custodisce una Madonna col Bambino della fine del Trecento.