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San Gaudenzio, la chiesa rifatta sulle sue mura antiche
Nel Chianti c’è un oratorio ricostruito due volte sulle stesse mura antiche.
Una chiesa che non si conserva, si rifà
La cosa che distingue San Gaudenzio non è una facciata rimasta intatta nei secoli, ma quasi il contrario. Qui il fatto decisivo è che l’interno, quello che oggi si incontra, è un rifacimento moderno ricostruito sulle antiche mura nel 1922, dopo un precedente rifacimento avvenuto nel 1820.
Nel territorio di Greve in Chianti, con una storia legata a San Gaudenzio a Torsoli, si incontra dunque una chiesa che va guardata con questa idea in testa. Non come una reliquia immobile, ma come un edificio ricostruito due volte sulle stesse mura antiche.
La sua storia è legata ai monaci Vallombrosani, che lo edificarono intorno all’anno Mille. Conta vedere come quel primo nucleo abbia continuato a reggere anche quando l’interno cambiava, prima con il rifacimento del 1820, poi con quello del 1922. San Gaudenzio racconta così soprattutto la propria ricostruzione sulle mura più antiche.
Dentro, il nome che emerge è quello di Paolo Stefano Badaloni, detto Paolo Schiavo, autore dell’affresco principale.
C’è poi un altro filo che rimanda a Torsoli. La moderna chiesa di San Gaudenzio è a Torsoli e raccoglieva opere da Santa Maria a Canonica.
Oggi il complesso appartiene al Comune di Greve in Chianti, che lo acquistò nel 1971. San Gaudenzio si legge così come un luogo che ha cambiato forma più di una volta senza abbandonare le sue mura antiche.