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Santa Maria a Cintoia, la chiesa rimasta dentro il castello
A Cintoia la parrocchiale non sta accanto al borgo, ne fa parte, chiusa nel circuito del castello e segnata da abbandono e ricostruzione.
Una chiesa che non si capisce da sola
Santa Maria a Cintoia ha un fatto che la distingue subito, non è una chiesa appoggiata a un paese ma una chiesa compresa nel castello di Cintoia, dentro il circuito del borgo murato. Qui il rapporto giusto non è fra edificio sacro e campagna, ma fra parrocchia e fortificazione, come se la vita religiosa fosse stata tenuta al riparo insieme alle case e al passaggio di chi saliva fin qui.
Arrivando a Cintoia, la chiesa si cerca con gli occhi insieme al resto del nucleo antico, non come un episodio isolato. Si entra nel piccolo sistema del castello, si alza lo sguardo ai muri rimasti, si pensa che sotto il cassero si era formato un borgo e che dentro quel perimetro stava anche la parrocchiale. È questo a cambiare lo sguardo, perché Santa Maria non si legge bene se la si separa dal suo recinto medievale.
Rovina, abbandono, ricostruzione
La materia conservata su Santa Maria a Cintoia non chiede di mettere in fila secoli e proprietari, chiede piuttosto di fermarsi su un passaggio netto. La chiesa è ricordata nelle fonti dal Duecento, poi venne l'abbandono nel Settecento e la parrocchia passò a San Pietro a Cintoia. In mezzo a questi fatti si riconosce bene il destino di molti edifici del Chianti, ma qui pesa di più il contesto, perché a cedere non era una cappella di strada, era la chiesa del castello.
Per questo Santa Maria a Cintoia non è soltanto un edificio romanico, definizione vera ma insufficiente, è un luogo che porta addosso una continuità interrotta e poi ripresa. Si resta davanti a una chiesa che ha cambiato forma perché ha dovuto salvarsi, non per ornarsi.
Le immagini che non sono più qui
C'è poi un'altra traccia importante, meno visibile sul posto eppure decisiva. Dalla chiesa proviene una tavola con la Vergine col Bambino in trono tra san Bartolomeo e san Francesco, attribuita a Francesco Granacci e oggi nel Museo di Arte Sacra di Greve in Chianti. Un'altra Madonna col Bambino, attribuita al Maestro di San Niccolò e considerata probabile parte di un polittico, è legata a sua volta a Santa Maria a Cintoia.
Questo conta anche per chi viene fin qui oggi, perché insegna a non cercare tutto solo dentro le pareti presenti. In molte chiese di campagna del Chianti la storia è rimasta anche nelle opere che hanno preso un'altra strada, e Santa Maria a Cintoia è una di quelle in cui il racconto continua altrove, senza smettere di appartenere al luogo da cui è partito.
Come viverla oggi
Il modo migliore di avvicinarsi a Santa Maria a Cintoia è semplice e concreto, si sale a Cintoia per vedere insieme chiesa e castello, senza separarli, e ci si ferma a leggere il borgo come un solo corpo. Conviene girarle intorno con passo lento, cercando quello che resta del circuito murario e il rapporto fra la parrocchiale e il nucleo fortificato. Se si vuole seguire la sua storia figurativa, la tappa continua nel museo di Greve in Chianti, dove si conserva una tavola proveniente da questa chiesa.