Santa Cristina a Pancole, la chiesa che custodisce il volto della sua santa
Una parrocchiale di origine romanica sul crinale del Chianti, dove a fermare lo sguardo è un reliquiario della fine del Quattrocento.
Il punto non è soltanto la chiesa, è la presenza della santa
A Santa Cristina a Pancole si entra davvero quando lo sguardo si stacca dai muri e va a cercare un oggetto preciso, il reliquiario della santa titolare, in rame dorato, della fine del Quattrocento. È questo a dare alla chiesa un centro di gravità tutto suo. In molte pievi del Chianti si guarda la pietra, qui conviene alzare la testa e poi avvicinarsi con calma a ciò che conserva un nome e una devozione.
Si arriva lungo la strada che corre sui poggi tra la Val d’Ema e la Val di Greve, e questo conta, perché Santa Cristina non è una chiesa che si incontra per caso in fondo a una piazza, ma un luogo di crinale, legato a un piccolo nucleo che da secoli si riconosce attorno alla sua parrocchiale. Quando la si ha davanti, il paesaggio del Chianti resta appena fuori, e dentro si capisce che il racconto non deve inseguire tutto, basta fermarsi su poche cose vere.
Un interno da leggere per immagini
L’origine è romanica, ma dentro la chiesa non si resta a lungo sull’idea generica dell’antico, perché le opere chiedono subito attenzione. Nella cappella a sinistra della navata si conserva una pala del Maestro del Tondo Greenville. Sono presenze diverse, ma è il reliquiario a cambiare la misura della visita, perché porta la dedica della chiesa fuori dalla semplice intitolazione e la rende materia, metallo lavorato, oggetto fatto per custodire.
Non serve sapere tutto per starci dentro bene, serve piuttosto scegliere dove posare lo sguardo. Qui conviene farlo sulla santa, e poi lasciare che il resto dell’interno le si disponga attorno.
PANCOLE (S. CRISTINA A) in Val di Greve. – Casale noto specialmente sotto il vocabolo della sua chiesa parrocchiale (S. Crisitina), riunita e ufficiata a vicenda dal rettore della vicina chiesa parrocchiale di S. Ilario a Pitigliuolo, nel piviere dell’Impruneta, Comunità Giurisdizione e 7 miglia toscane a settentrione di Greve, Diocesi e Compartimento di Firenze. Risiede sulla faccia occidentale dei poggi che separano la Val d’Ema dalla Val di Greve lungo la strada che staccasi da quella del Chianti per condurre all’Impruneta.E. Repetti, Dizionario geografico fisico storico della Toscana
Il legame con Pitigliolo, una continuità che dura
Santa Cristina a Pancole non va pensata come edificio isolato. Anche la sua denominazione ufficiale la lega a Sant’Ilario a Pitigliolo, e questo rapporto ha radici antiche. Il piccolo mondo di queste chiese di crinale si legge così, per vicinanze, per comunità raccolte attorno a poche presenze solide.
Per viverla bene conviene arrivarci senza fretta, tenendo insieme interno e paesaggio. Se la chiesa è aperta per le funzioni, è lì che si vede davvero come un luogo simile continui a stare nel presente. Se invece si trova chiusa, resta molto anche fuori, perché la strada che la raggiunge e il crinale su cui si posa spiegano già il suo carattere, quello di una parrocchiale che non domina il territorio, lo abita.