Sant’Andrea in Percussina, la chiesa che custodisce un salvataggio
Nel borgo legato a Machiavelli, una parrocchiale antica conserva la memoria di un dipinto messo in salvo durante la guerra.
Una chiesa del Chianti dove il fatto decisivo non nasce qui
A Sant’Andrea in Percussina il punto non è soltanto che la chiesa esista almeno dal secolo dodicesimo, o che appartenga al piccolo mondo fitto di pievi e parrocchie che punteggiano il Chianti fiorentino. Il fatto che la distingue è un altro, più concreto e più umano, perché passa da mani, paura e prontezza. L’opera che oggi ne segna la memoria, una Immacolata Concezione attribuita a Giovanni Montini, non nacque per questa chiesa. Vi arrivò durante la guerra, quando il Chiesino di San Casciano fu distrutto e il parroco don Pietro Trentanove riuscì a metterla in salvo portandola qui.
È da questo gesto che conviene entrare, perché cambia lo sguardo anche sull’edificio. Non si guarda soltanto una parrocchiale antica, più volte restaurata, con memorie figurative più antiche conservate al suo interno. Si guarda un luogo che ha saputo ricevere e trattenere una memoria altrui fino a farla diventare propria.
Arrivare a Percussina, tra il borgo e Machiavelli
Si entra a Sant’Andrea in Percussina lungo la strada del borgo, nelle adiacenze della casa legata a Niccolò Machiavelli, e il nome della località smette subito di essere un semplice toponimo. Qui Machiavelli si ritirò dopo l’esilio, e qui prese forma il suo libro più celebre. La chiesa resta dentro questo paesaggio di campagna come presenza quotidiana.
Per questo Sant’Andrea va cercata senza fretta. Conviene fermarsi nel borgo e guardare la chiesa come parte di un insieme, insieme alla memoria machiavelliana e al paesaggio agricolo che la circonda. Repetti ricordava la vicinanza all’antica via maestra e, nella stessa località, l’esistenza di uno spedale per i pellegrini attestato già nel secolo dodicesimo. Non era un luogo fuori mano, era un passaggio.
Sino dal secolo XII esisteva costà sull’antica via maestra uno spedale per i pellegrini a cura della compagnia del Bigallo di FirenzeEmanuele Repetti, Dizionario geografico fisico storico della Toscana
Una parrocchiale antica, ferita e tenace
Della chiesa si hanno testimonianze sin dal secolo dodicesimo. Conta vedere come il tempo vi abbia lavorato sopra. Fu danneggiata dal terremoto di fine Ottocento e nel corso dei secoli ha continuato a cambiare senza perdere il suo ruolo nel borgo.
Anche il rapporto con i Machiavelli non è un semplice ornamento colto. La famiglia ebbe un legame diretto con questa chiesa, che le fonti ricordano come antico patronato. In un luogo dove il nome di Niccolò richiama subito libri, esilio e politica, questa continuità parrocchiale riporta tutto alla scala del borgo.
Il modo giusto di viverla
Sant’Andrea in Percussina si vive anzitutto entrando nel borgo e tenendo insieme due soste che qui si parlano da sole, la chiesa e la casa di Machiavelli.
Se la chiesa è aperta per la vita parrocchiale, la visita acquista un centro preciso nell’Immacolata Concezione salvata durante la guerra, che è il dettaglio da cercare. Se invece non la si trova aperta, il luogo non si svuota affatto. Si resta nel piccolo nucleo di Percussina, si guarda la chiesa dall’esterno come parte del borgo storico, poi si continua verso i luoghi legati a Machiavelli.