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San Frosino, l’oratorio dell’acqua cercata

A Panzano, una breve deviazione porta a un oratorio nato attorno a una tomba venerata e a un’acqua ritenuta capace di guarire.

Un oratorio nato da una sete diversa

Qui non si arriva per caso, o almeno non soltanto. L’oratorio di San Frosino porta con sé un fatto preciso, materiale, che lo distingue da tante chiese di campagna del Chianti: per secoli fin qui si veniva spinti dalla credenza nelle virtù taumaturgiche del santo e da un’acqua ritenuta miracolosa, custodita accanto all’edificio, nel pozzo e nel vicino fontino di Sant’Eufrosino. Prima ancora delle forme che si vedono oggi, il luogo è questo, una sosta cercata per chiedere una guarigione, o almeno una grazia.

Secondo la tradizione l’oratorio sorse nel luogo della sepoltura di Sant’Eufrosino, ed è ricordato in una bolla di Papa Pasquale II dei primi anni del Duecento meno uno. Ma la storia che resta davvero impressa non è quella dei documenti, è quella di chi si fermava qui perché accanto alla chiesa c’era acqua a cui si attribuiva una forza speciale, tanto da chiamarla acqua di San Frosino.

A San Frosino si andava per l’acqua, prima ancora che per la chiesa.

Il momento in cui ci si arriva

Da Panzano si prende una breve deviazione e si entra in una misura più raccolta. Quando l’oratorio compare, la prima cosa da cercare non è soltanto la facciata, ma ciò che le sta vicino, la piccola cappella costruita sul pozzo e il fontino poco distante, perché il senso del posto si capisce meglio lì che in qualsiasi cronologia. Si guarda l’edificio, poi si guarda accanto, verso l’acqua, ed è in questo passaggio che San Frosino smette di essere un nome e torna a essere una meta di pellegrinaggio.

L’oratorio che si vede oggi risale al Quattrocento, dopo una ricostruzione, mentre il portico in facciata e sul lato destro fu aggiunto in età seicentesca. Dentro, l’opera più importante è un ambone gotico a forma di edicola, collocato nella parete di fondo del presbiterio, presenza inattesa in un edificio legato a una devozione che aveva nell’acqua uno dei suoi segni più forti.

Come viverlo oggi

San Frosino si vive bene così, con una sosta breve ma attenta, raggiungendolo con la deviazione da Panzano e guardando insieme l’oratorio e i segni dell’acqua che ne hanno costruito la fama. Se poi si vuole proseguire verso altri luoghi vicini, qui resta soprattutto questa immagine, una chiesa di campagna che per secoli non chiamava solo i fedeli, ma anche chi cercava guarigione e speranza.

Il senso del luogo sta accanto alla facciata, nel pozzo e nel fontino legati al santo.