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LigaDue · CC BY-SA 4.0

Mugnana, il castello che da villaggio fortificato è diventato casa

Nel Chianti c'è un castello nato come villaggio fortificato con chiesa parrocchiale, poi trasformato in residenza privata senza cancellare il corpo del Duecento.

Un castello che non si è ristretto a torre

Il fatto che distingue Mugnana da molti castelli del Chianti è semplice e sostanziale, non nasce da un aggettivo ma dalla sua forma storica. Non fu soltanto una torre con qualche muro attorno, fu un villaggio fortificato, con la sua chiesa parrocchiale dedicata a San Donato, e oggi quel corpo antico si legge ancora dentro una residenza privata monofamiliare. È questa continuità, più che una data o un nome di famiglia, a dare misura del luogo.

Arrivando per la via di Mugnana, il castello non si offre come un rudere staccato dal mondo ma come un organismo che ha cambiato vita senza cancellare del tutto la propria origine. Si riconoscono la cortina muraria, ampia e più volte restaurata, la torre, il portale di accesso in pietra serena, molto rimaneggiato, e soprattutto quel senso di recinto abitato che appartiene ai castelli nati per contenere una piccola comunità prima ancora che un simbolo di potere.

Mugnana non fu solo una torre, ma un villaggio fortificato con chiesa, oggi trasformato in casa.

La misura del tempo è nella torre abbassata

A Mugnana la storia si vede bene dove manca qualcosa. La torre fu ridotta per motivi militari, quando le armi da fuoco cambiarono il modo di difendere e di colpire. Un altro danno arrivò alla fine dell'Ottocento, quando un terremoto distrusse la parte alta del cassero e abbassò ancora la torre. Così il profilo che si ha davanti non è soltanto antico, è un profilo corretto dalla guerra e dalla terra che trema.

Conviene fermarsi proprio a guardare questo, le tracce degli interventi costruttivi sulle mura e sulla torre, perché Mugnana parla soprattutto attraverso le sue modifiche. Non racconta la fantasia di una fortezza rimasta intatta, racconta invece un castello che ha subito danni durante l'assedio di Firenze, è stato restaurato, adattato, ha perso altezza e ha cambiato funzione, restando però riconoscibile.

Un passaggio che conta davvero

Nel corso del Trecento Mugnana entrò nel patrimonio dei Bardi, e questo passaggio conta non per mettere in fila proprietari, ma perché lega il castello a una stagione in cui i due vicini di valle, Mugnana e Sezzate, si ritrovano dentro la stessa storia. Resta però importante non attribuire troppo ai Bardi, perché torre e mura risultano anteriori. La sostanza del luogo, quella che ancora si vede, era già lì.

Nel cortile, il loggiato con pilastri poligonali in pietra serena aggiunge un'altra nota, meno militare e più domestica, quasi a dichiarare con chiarezza la trasformazione. Anche per questo Mugnana è interessante, perché nel giro di pochi passi si tiene insieme il castello e la casa, il recinto difensivo e la vita civile.

La sua torre fu abbassata per motivi militari e poi ancora dopo un terremoto di fine Ottocento.

Come viverlo oggi

Mugnana va pensato prima di tutto da fuori, lungo la strada che gli passa accanto, lasciando lavorare l'occhio sui muri, sul portale, sulla torre accorciata e sulla massa del complesso. Il modo giusto di cercarlo non cambia, conviene arrivarci avendo in mente che qui non si incontra una fortezza isolata, si incontra un antico villaggio fortificato diventato casa. È questa verità materiale, rara e molto concreta, che dà a Mugnana il suo peso.