Sicelle, la fattoria del Chianti
A Sicelle il paese e la chiesa di San Miniato si tengono insieme da secoli, fra tracce alto medievali e un volto rifatto nel Novecento
San Miniato e le case intorno
La chiesa di San Miniato è citata nell'XI secolo, e a Sicelle questo conta ancora più delle pietre rimaste antiche, perché dice una cosa precisa, qui il borgo e la sua chiesa sono cresciuti insieme, tanto che per lungo tempo la pieve è stata il centro vero dell'abitato, ex sede parrocchiale di un nucleo che risale all'età alto medievale. Si arriva fra le case e ci si trova davanti un paese che porta addosso più stagioni della sua storia, con un impianto remoto e un aspetto che deve molto ai sostanziali interventi di ristrutturazione degli anni venti del Novecento.
È proprio questa doppia misura, antica nell'origine e più vicina nel profilo che si vede, a renderlo diverso da tanti altri borghi del Chianti raccontati solo per la loro età. Qui non basta dire che il paese è vecchio, bisogna tenere insieme il documento che lo cita nel mese di marzo del 1077 e il fatto che una parte importante della sua immagine è stata rifatta molti secoli dopo. Il tempo, a Sicelle, non si presenta in fila ordinata, si sovrappone.
Un nome che resta
Di Sicelle si sa che era compreso nel territorio sotto il dominio di Firenze, e si sa anche che un documento del mese di marzo del 1077 lo cita già. Ma più che allineare date, conviene fermarsi su ciò che resiste, il legame fra il piccolo abitato e la chiesa di San Miniato, ricordata così presto da lasciare intendere una centralità antica. In luoghi come questo il nome di una chiesa non è un dettaglio erudito, è spesso il modo in cui un paese tiene memoria di se stesso, anche quando le case cambiano faccia.
Si cammina piano nel borgo proprio per questo, cercando non il frammento spettacolare ma la misura complessiva, quella continuità minuta fra la pieve e le abitazioni raccolte intorno. Sicelle si lascia leggere bene così, senza fretta, come un luogo in cui la persistenza non sta nell'intatto, sta nel fatto che il centro religioso e il centro abitato sono rimasti la stessa cosa nella memoria del posto.
Il Novecento sul Medioevo
Gli interventi degli anni venti del secolo scorso non sono una nota a margine, sono uno dei fatti che spiegano il paese. Molti borghi vivono di ciò che hanno conservato, Sicelle anche di ciò che è stato ricomposto. Per questo lo sguardo giusto non cerca soltanto l'alto Medioevo, cerca il punto in cui il rifacimento novecentesco si posa su una struttura molto più antica e la rende ancora presente.
Il modo migliore di viverlo è semplice, si passa nel borgo e ci si ferma a guardare il rapporto fra la chiesa di San Miniato e le case, lasciando che siano le proporzioni del luogo a parlare. Sicelle non si offre come un episodio isolato ma come una piccola continuità di pietra, memoria e rifacimento.