San Miniato, la pieve che mostra ancora la sua età
Consacrata nell'undicesimo secolo, conserva sul fianco sinistro i filaretti originari in arenaria
La parte più antica non è una data, è un muro
Alla pieve di San Miniato l'età non si legge prima di tutto nei secoli, si legge nella pietra. Sul lato sinistro restano i filaretti originari in arenaria, una pelle muraria che ha attraversato restauri e trasformazioni e che ancora oggi lascia vedere l'impianto più antico dell'edificio, consacrato nel mese di febbraio dell'undicesimo secolo e costruito dai Buondelmonti, proprietari del vicino castello.
Si arriva nei pressi della chiesa e conviene girarle intorno, invece di fermarsi subito davanti alla facciata. È sul fianco che San Miniato dice la sua cosa più importante. La luce corre bassa sulla pietra, mette in fila i corsi d'arenaria, e per un momento la pieve smette di essere un nome nella storia del Chianti e torna a essere un edificio dell'anno Mille, fatto per durare. È un dettaglio concreto, ma cambia lo sguardo, perché obbliga a vedere non soltanto una chiesa antica, ma il punto preciso in cui l'antico è rimasto.
Dentro, la misura romanica non è arrivata intatta. Le tre navate erano divise in origine da cinque valichi, oggi ne restano tre, e questa riduzione racconta da sola che la pieve non è stata conservata come una teca, ma attraversata dal tempo. Anche il grande restauro ottocentesco, che nel milleottocentoquarantuno la restaurò completamente, appartiene a questa storia di continuità e cambiamento, più che a un'idea di purezza immobile. All'interno si trovano anche opere seicentesche, altro segno di una chiesa che ha continuato a vivere e ad accogliere epoche diverse sotto la stessa copertura.
San Miniato si guarda così, tenendo insieme fuori e dentro. Prima il fianco sinistro, dove i filari originari fanno toccare con gli occhi la nascita della pieve, poi l'interno, dove le aperture ridotte e le opere del Seicento mostrano che mille anni non passano invano. Se si viene fin qui, il modo giusto di viverla è questo, girarle attorno lentamente, cercare il lato più antico, entrare poi a vedere come la sua struttura si è accorciata e trasformata.